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Rimini] dom 22 mag h.16: corteo antifascista solidale

MANIFESTAZIONE CONTRO GLI ARRESTI RECENTI E LA REPRESSIONE DEGLI/DELLE ANTIFASCISTI/E A RIMINI

Domenica 22 maggio ore 16.00

Arco d’Augusto – Rimini

Chi lotta per la solidarietà dal basso viene inquisito e arrestato.
Chi vuole la guerra tra poveri è protetto e coccolato.
Ora basta.
La giustizia non passa dai tribunali, occorre costruirla.
Contro la repressione, per la rivoluzione.
Antifascist* Liber*

MARSU, BULLO, VESCO, ZAGO, TANIA, SURGE LIBER* TUTT* LIBER* SUBITO!

Intanto a Tania e Bullo è stata tolta la misura degli arresti domiciliari, sostituiti con le misure delle quattro firme a settimana. Liberi tutti, liberi subito!

[Romagna] Libertà senza confini! Sugli ultimi fatti del Brennero e di Rimini

Condividiamo un comunicato di varie realtà romagnole sugli ultimi fatti del Brennero e di Rimini.

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Libertà senza confini!

Gli esseri umani non hanno radici come i vegetali e le piante ma gambe e piedi per camminare, correre, saltare, nuotare, e anche varcare confini immaginari fin troppo materiali.

Eppure c’è chi ci vorrebbe relegati per sempre alla terra in cui siamo nati, quasi quella della nascita fosse una condanna del destino. Dietro sempre la solita logica nazista e razzista: sangue e suolo. O come è di moda oggi: «ognuno a casa propria!». Se ieri era l’«ebreo errante» il mostro da esorcizzare, oggi è l’immigrato che fugge da sfruttamento e ingerenze occidentali, teatri di guerra e dittature (spesso alleate e finanziate dai nostri illuminati e democratici governi in funzione anti-immigrazione).

Gli Stati per loro natura dividono le persone e le incasellano in determinate quanto astratte categorie: patria, nazionalità, etnia. Comunità di appartenenza omologanti e costruite a tavolino, in cui le individualità, le diversità e le volontà sono annientate. E così, oltre alla difesa dei confini della Fortezza Europa, vi è la costruzione di nuovi muri al suo stesso interno e al ritorno in auge di sentimenti nazionalisti, xenofobi, fascisti.

Se la movimentazione di merci nella società turbocapitalista non ha confini, gli individui che si muovono continuano ad essere fermati, controllati, respinti, ammassati in campi di concentramento, espulsi, repressi da Ventimiglia al Brennero, da Calais alla Grecia. Perché in questa società la merce vale più della vita umana.

Per questo chi lotta contro le frontiere degli Stati capitalisti, o contro il razzismo di Stato e quello soltanto più esplicito, ma parallelo, dei gruppi neofascisti e neonazisti ha tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio.

Il nostro pensiero va ai 6 arrestati e arrestate e ai diversi fermati dalla polizia italiana per il corteo di sabato scorso, 7 maggio, al valico del Brennero, all’interno di una giornata di lotta internazionale in cui varie centinaia di compagne e compagni si sono battuti contro la volontà del governo austriaco di chiudere il confine con l’Italia e ripristinare i controlli. Centinaia di poliziotti antisommossa italiani e austriaci, cariche, manganellate e lacrimogeni non hanno impedito che la ferrovia e l’autostrada fossero bloccate per qualche ora. Il processo per le 6 persone arrestate – tutte accusate di resistenza a pubblico ufficiale – è avvenuto per direttissima lunedì 9 maggio: 1 anno con condizionale per Miriam; 1 anno e due mesi con condizionale per Stefano e Cristian; 1 anno e 4 mesi senza condizionale per Sabri e Nemo (con l’aggiunta del divieto di dimora a Bolzano) ed 1 anno e 4 mesi con condizionale per Luca, nostro compagno romagnolo.

Il nostro pensiero va anche alle compagne e ai compagni antifasciste/i di Rimini, che venerdì 6 maggio alle 5 del mattino si sono visti piombare in casa i carabinieri. 6 perquisizioni domiciliari, 6 persone poste agli arresti domiciliari con l’accusa di rissa aggravata, 11 compagni indagati per percosse, lesioni personali, danneggiamento, invasione d’edificio e favoreggiamento. Il tutto per un fatto che risale alla notte dell’8 marzo 2014, quando due compagni furono gravemente feriti da un gruppo di neonazisti – tanto che uno rischiò la vita subendo due difficili operazioni chirurgiche per la fuoriuscita dell’intestino – e per le manifestazioni antifasciste seguite all’accaduto. Gli stessi due compagni feriti allora si trovano oggi agli arresti domiciliari restrittivi (non possono vedere e sentire nessuno) accusati da chi ha cercato di ucciderli (tra i 4 nazisti indagati uno ha ammesso di aver accoltellato i compagni ed un altro di essere il proprietario del coltello).

Non ce ne stupiamo, del resto: è l’ennesima prova delle coperture e della sostanziale benevolenza di istituzioni, forze dell’ordine e magistratura di cui godono i neofascisti. Non a caso nelle indagini degli inquirenti le manifestazioni antifasciste come quella di Cattolica del 15 gennaio contro Forza Nuova, così come la contestazione a Salvini dello scorso 9 aprile diventano «episodi allarmanti». Bene, vogliamo sperare che di questo genere di episodi allarmanti ce ne siano sempre più, contro i gruppi fascisti e razzisti che ormai da anni cercano di legittimarsi sul territorio romagnolo (e non solo) per mezzo delle tante protezioni istituzionali.

Barriere, muri, filo spinato, confini che si chiudono, campi detentivi, CIE, hot spot, deportazioni forzate, immigrati che muoiono in mare o durante il viaggio, schifose distinzioni tra rifugiati e migranti economici; continue ordinanze «antidegrado», ronde per la sicurezza, militarizzazione dei territori, carcerizzazione dell’esistente, le destre estreme che avanzano nei consensi in Italia e in tutta Europa alimentando la guerra tra poveri (e la «pax» dei ricchi), il razzismo che cresce. Accettare tutto questo rende complici!

Cercare di abbattere frontiere, fascismo e razzismo è l’inizio di una libertà possibile. Una libertà senza confini.

La nostra patria è il mondo intero!

– Solidarietà a Luca e a tutte le compagne e i compagni arrestati e processati per i fatti del Brennero.

– Libertà per le antifasciste e gli antifascisti riminesi! MARSU, BULLO, ZAGO, SURGE, VESCO E TANIA LIBERI!

Compagne e compagni romagnol* solidali; Centro Sociale Autogestito «Spartaco» Ravenna; Spazio Libertario «Sole e Baleno» Cesena; Equal Rights Forlì; Assemblea Antifascista Forlivese; Individualità libertarie di Romagna.

[Rimini] Denunce, perquisizioni e arresti

Come al solito lo squadrismo neofascista fa il paio con lo squadrismo legale delle istituzioni. Tanto più che il PM a capo dell’indagine, Paola Bonetti, è parente stretta di uno dei fondatori della sezione riminese di Forza Nuova, arrestato anni fa per il tentato incendio di uno spazio occupato (vedi Contropiano). Riceviamo e condividiamo:

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[Forlì] Un solo fronte: antifascista

Sappiamo bene, e da tempo, che la funzione della carta stampata “ufficiale” (quella che vede gli editori intrallazzare col potere politico e finanziario) è quella di creare scoop per aumentare le tirature e le vendite e accanirsi contro facili capri espiatori, di volta in volta immigrati, Rom, centri sociali, anarchici e così via.

Ma la canea mediatica di questi giorni in terra di Romagna contro alcuni antifascisti riminesi, di varia provenienza politica, è davvero vomitevole.

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[Rimini] Forza Nuova le prende durante un banchetto di “Solidarietà nazionale”

dai media locali

Prima a volare sono state solo parole e offese poi, purtroppo si è passati alle mani. Questa mattina, intorno alle 11, la bagarre è scoppiata in via Dario Campana a Rimini dove, davanti al Conad, era in corso un colletta alimentare per gli italiani organizzata da Forza Nuova.

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[Rimini] Ennesima provocazione xenofoba dei neonazisti di Forza Nuova

Ieri la Questura di Rimini non ha autorizzato la manifestazione neonazista di Forza Nuova prevista per il 2 novembre davanti all’Hotel Royal di Cattolica che ospita un centinaio di migranti. Citando Mussolini, Forza Nuova dichiara «Noi tireremo dritto». E intanto i neonazisti sono andati di notte sotto all’Hotel Royal per compiere la loro provocazione xenofoba, con il solito metodo dell’intimidazione e dello squadrismo simbolico. Vedi qui e qui.

FONTE https://staffetta.noblogs.org/post/2014/10/30/rimini-ennesima-provocazione-xenofoba-dei-neonazisti-di-forza-nuova/

Comunicato sull’aggressione fascista a Rimini

Nella notte di sabato 8 marzo, fuori dalla discoteca Rio Grande di Igea Marina, due giovani sono rimasti gravemente feriti in seguito a coltellate ricevute all’addome. Attualmente sono ancora ricoverati all’ospedale ma per fortuna fuori pericolo di vita.

Sono le ennesime vittime di chi nella coltellata trova l’unico sfogo alla propria ferocia alimentata dall’odio nei confronti del diverso.

Questo gravissimo avvenimento offuscato per quasi una settimana dalla stampa nazionale, come si trattasse della solita rissa del sabato sera, è invece nitida conferma della natura squadrista e omicida che da sempre contraddistingue questi vili assassini.

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[Rimini] Due antifascisti accoltellati l’8 marzo

Era il 2006 quando a Rimini fu arrestato un gruppo di neonazisti mentre stavano per dar fuoco al centro sociale Paz dopo diversi attentati incendiari e aggressioni. Da allora, vi è stata una relativa calma fino al 2010 allorché, con la riapertura della sede dei neonazisti di Forza Nuova, si è assistito a un crescendo di provocazioniminacceimbrattamenti con svastiche, aggressioni e pestaggi razzistinella consueta indifferenza dei media di regime che minimizzano la violenza squadrista come «rissa fra bande». Ora si apprende da ECN Antifa che l’8 marzo due attivisti sono stati accoltellati con l’evidente intenzione di uccidere. Questo il comunicato delle antifasciste e antifascisti di Rimini:

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[Rimini] Presidio antifascista. Contro la crisi costruiamo una città aperta e solidale!

** SABATO 15 GIUGNO h.18:30 Assemblea ANTIFASCISTA + aperitivo e dj set **
Casa della Pace via Tonini – nei pressi di Piazza Ferrari

La nostra camicia è antirazzista,
il nostro portafoglio anticapitalista,
la nostra pelle desiderosa di rivoluzione…

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[Rimini] Indagati 17 militanti Forza Nuova per aggressione verbale via web

12 ottobre 2017

17 militanti di Forza Nuova Rimini sono stati iscritti nel registro degli indagati e le pagine social del raggruppamemto parapolitico sono state oscurate. Ecco le prime conseguenze delle querele presentate in luglio dalla vicesindaca riminese Gloria Lisi, verbalmente diffamata e minacciata via web per aver pubblicato una foto della sua visita a Emmanuel, il giovane nigeriano che era stato brutalmente aggredito a Marina Centro.

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