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[Bagno di Romagna] Scritte fasciste contro la memoria dell’eccidio al passo del Carnaio

Apprendiamo dai giornali di questo gesto, la scritta “partigiani assassini”, compiuto dove si erge la lapide dedicata a cittadini inermi uccisi nel 1944 dai nazifascisti. Un episodio da mettere in relazione sicura con il via vai in camicia nera avvenuto tra 28 e 29 ottobre in Romagna in vista delle celebrazioni a Predappio dell’anniversario della marcia su Roma, con relativo corteo di nostalgici.

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[Ravenna] Avevano coperto le svastiche sul muro di una scuola con disegni: condannatx antifascistx

Dai media locali (10 settembre 2020)

Un imbrattamento resta tale anche se si tratta di fiori disegnati su un muro di scuola per coprire svastiche o di una scritta su un muro in area cimiteriale per contestare la commemorazione dell’anniversario della morte di un gerarca fascista. Va in questa direzione la decisione del Gup del Tribunale di Ravenna che, come riportato dal Resto del Carlino, ha condannato tre attivisti di 26, 38 e 54 anni della locale rete antifascista per imbrattamenti aggravati a pene comprese tra venti giorni e un mese.

Ai tre, che si erano opposti ad altrettanti decreti penali, venivano contestati a vario titolo due episodi del 2018. L’avvocato Giovanni Fresa aveva chiesto l’assoluzione se non altro con la formula del fatto tenue, citando sentenza di Cassazione per episodio analogo avvenuto a Milano.

Il caso delle simbologie naziste coperte su una scuola d’infanzia ravennate risale al 2018 ed era diventato un caso politico. Con il duro giudizio che allora aveva espresso il presidente dell’Anpi di Alfonsine Claudio Fabbri, in relazione alla presa di posizione del Comune di Ravenna contro la rete antifascista: “Da un Comune come Ravenna, decorato Medaglia d’Oro della Resistenza, mi aspettavo maggiore sensibilità antifascista. Per mesi svastiche e altri simboli hanno campeggiato indisturbati su quei muri, e non appena un gruppo di cittadini si è stufato di una simile vergogna e ha provveduto alla cancellazione di quello scempio, lo stesso Comune si è affrettato a puntare il dito contro la rete antifascista chiedendo di procedere penalmente”.“

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/09/10/news/ravenna_avevano_coperto_le_svastiche_sul_muro_di_una_scuola_con_disegni_condannati-266784323/


Leggere anche:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/09/17/ravenna-condannati-per-aver-coperto-simboli-nazifascisti-eppure-era-un-dovere-delle-istituzioni/5932169/

Ravenna, coprirono le svastiche con dei fiori: attivisti condannati per imbrattamento.

Disegnare dei fiori per coprire una svastica realizzata sul muro di una scuola o fare una scritta sulla recinzione di un cimitero per contestare la commemorazione dell’anniversario della morte di un gerarca fascista sono atti vandalici, nient’altro che imbrattamenti. È questo l’orientamento del Gup del Tribunale di Ravenna che, come racconta il Resto del Carlino, ha condannato tre attivisti ravennati di 26, 38 e 54 anni della locale rete antifascista per imbrattamenti aggravati a pene comprese tra venti giorni e un mese.
Ai tre, che avevano presentato ricorso rispetto ad altrettanti decreti penali, erano stati contestati a vario titolo due episodi risalenti al 2018. L’avvocato Giovanni Fresa aveva chiesto l’assoluzione se non altro con la formula della particolare tenuità dei fatti, citando sentenza di Cassazione per episodio analogo avvenuto a Milano.
Il caso delle simbologie naziste coperte su una scuola d’infanzia ravennate risale a due anni fa ed aveva interessato anche la politica. Con il duro giudizio che allora aveva espresso il presidente dell’Anpi di Alfonsine Claudio Fabbri, in relazione alla presa di posizione del Comune di Ravenna contro la rete antifascista: “Da un Comune come Ravenna, decorato Medaglia d’Oro della Resistenza, mi aspettavo maggiore sensibilità antifascista. Per mesi svastiche e altri simboli hanno campeggiato indisturbati su quei muri, e non appena un gruppo di cittadini si è stufato di una simile vergogna e ha provveduto alla cancellazione di quello scempio, lo stesso Comune si è affrettato a puntare il dito contro la rete antifascista chiedendo di procedere penalmente”.

La vicenda delle condanne ha finito per essere ripresa anche da varie testate nazionali, vedi a titolo di esempio questa: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/09/17/ravenna-condannati-per-aver-coperto-simboli-nazifascisti-eppure-era-un-dovere-delle-istituzioni/5932169/

Forlì, “lotta al degrado”?

Non bastava la riqualificazione dei lampioni dove sono stati impiccati i partigiani della banda Corbari, con tanto di fasci littori che invece di essere gettati nel rusco verranno rimessi ancora sui pali per la gioia dei nostalgici.
No, ora il Comune di Forlì ha deciso che in questo momento, mentre ci sono tanti precari che non hanno i soldi per pagare affitti e bollette, la priorità dev’essere la cosiddetta “lotta al degrado”. Per questo bisogna investire quattrini per ridipingere dei muri: 85mila euro per un po’ di vernice!!!
Il vero degrado è questa retorica da strapazzo, che spera di recuperare consenso con idiozie del genere, e chi ci casca!

Antifa Forlì-Cesena

Dal Resto del Carlino:

“L’amministrazione comunale di Forlì investe 85mila euro nella lotta contro il degrado. Annuncia l’assessore ai Lavori Pubblici, Vittorio Cicognani: “Dopo un’attenta fase di rilevazione di tutti i graffiti e le scritte sui muri, i portici e le colonne del nostro centro storico, procederemo, a partire dalla prossima settimana, con la rimozione e il risanamento delle aree interessate”. In totale saranno 169 le strade e le piazze interessate da questi interventi di ripulitura.

Opere, spiega Cicognani, “che già in passato si sono dimostrate particolarmente difficili a causa di situazioni molto vecchie, dove il muro era fortemente compromesso dall’assorbimento della vernice. Ma ciò non ci ha impedito e non ci impedirà di proseguire nella realizzazione di questo ambizioso progetto, che nasce dalla volontà di questa Amministrazione di combattere ogni forma di degrado cittadino e di migliorare sensibilmente la vivibilità del nostro centro storico”.

Cicognani spiega la ratio del provvedimento: “Abbiamo iniziato dal centro con l’intento di ridare lustro a quello che rappresenta il nostro biglietto da visita, ma abbiamo intenzione di estendere questa importante manovra di miglioramento del decoro urbano anche alle aree più periferiche del nostro Comune, ai nostri quartieri e a tutte quelle zone del forlivese più decentrate rispetto al centro”.

FONTE: https://www.forlitoday.it/cronaca/pulizia-muri-vandalizzati-centro-storico-lavori-comune-forli.html

 

[Forlì] Nuova provocazione dei fascisti contro il PMLI

Da http://www.pmli.it/nuovaprovocazioneforli.html

A 2 settimane dall’imbrattamento fascista della sede della Cellula “G. Stalin” di Forlì del PMLI, avvenuta nella notte tra il 15 e il 16 settembre, nessun partito politico, parlamentare od extraparlamentare, sedicente comunista o antifascista, ha speso una sola parola per condannare il vile attacco fascista, nemmeno l’Anpi.
Il silenzio e l’indifferenza sono il terreno migliore per i fascisti.
E non a caso, dopo 2 settimane, i fascisti sono tornati ad imbrattare nuovamente la sede forlivese del PMLI, che si trova in Viale Bologna, agendo la sera prima dell’apertura settimanale che è di giovedì.
A Forlì i fascisti hanno individuato nel PMLI il nemico principale, grazie alla sua attività antifascista e dopo aver acceso le luci sulla Commemorazione di Mao, tenutasi a Firenze lo scorso 12 settembre, alla quale è intervenuto come oratore il Segretario della Cellula forlivese.
E’ evidente che i fascisti sono lasciati liberi di agire, le forze dell’ordine non muovono un dito, e la responsabilità è tutta del governo del neoduce Berlusconi che con il suo discorso di ieri in parlamento ha ribadito il proprio programma fascista e piduista.
I fascisti sono manovrati e protetti, ma non ci fanno paura, non ci fermeranno.
Rinnoviamo l’appello a tutte le forze politiche, sociali, sindacali, religiose antifasciste a condannare e combattere il regime neofascista imperante e le nuove squadracce fasciste.
Nessuno spazio ai fascisti!

Cellula “G. Stalin” di Forlì del PMLI

1 ottobre 2010

[Forlì] Provocazione fascista anti PMLI

Da http://www.pmli.it/forliprovocazioneantipmli.html

Nella notte tra il 15 e 16 settembre, come al solito coperti dal buio, e forse non solo da quello, alcuni “ignoti” hanno imbrattato la saracinesca della sede della Cellula “G. Stalin” di Forlì del Partito marxista-leninista italiano con una grande croce celtica e la vernice gettata a secchiate sulla stessa, mentre alcuni mesi fa sulla recinzione della stessa sede erano stati attaccati degli adesivi del gruppo fascista Forza Nuova.
L’ennesimo atto che dimostra come Forlì non sia un’isola felice, nella nostra città i fascisti ci sono e agiscono tranquillamente e impunemente con la complicità delle istituzioni borghesi locali e nazionali, con in testa il governo neofascista del neoduce Berlusconi.
L’attenzione che gli squadristi riservano al PMLI in città è un chiaro segnale di quanto sia profonda e incisiva la battaglia antifascista dei marxisti-leninisti, particolarmente attivi nelle denuncia delle adunate fasciste a Predappio e della connivenza della giunta locale guidata dal Pd Frassineti, e nel Coordinamento antifascista romagnolo. L’attacco è avvenuto poi all’indomani della commemorazione del 34° Anniversario della scomparsa di Mao, tenutasi il 15 settembre a Firenze, e per la quale erano stati affissi in città i relativi manifesti dove compariva il Segretario della Cellula forlivese come oratore e, inoltre, forse non a caso, alla vigilia dell’apertura della festa dei fascio-leghisti.
Tutte le forze politiche, sociali, sindacali, religiose antifasciste devono denunciare e combattere il risorgere delle squadracce fasciste e il regime neofascista imperante, unendosi in un unico grande movimento antifascista.
Sappiano, questi vigliacchi in camicia nera, che i marxisti-leninisti non si fanno intimorire da nessuno, e che risponderemo a questa vile provocazione intensificando la nostra attività antifascista per ricacciare i fascisti nelle fogne dalle quali se ne sono usciti! (…)

Cellula “G. Stalin” di Forlì del Partito marxista-leninista italiano

16 settembre 2010