[Forlì] Forza Nuova aprirà una sede a Predappio

Ennesima news pessima per il territorio romagnolo: Forza Nuova ha annunciato che aprirà una sua sede domenica 28 giugno; la nota della segreteria nazionale scriveva inizialmente “tra Forlì e Predappio” ma in realtà l’organizzazione neofascista aprirà la sua sede a Predappio, a due passi dal Cimitero che ospita i resti immondi di Mussolini.
Si tratta di Villa Chiara Romualdi, un ex alloggio/affittacamere sulla strada provinciale in viale della Libertà 88/90.  All’inaugurazione, prevista per le ore 19.00, è annunciata la presenza del segretario nazionale Roberto Fiore.

L’unnuncio dell’apertura della sede data attraverso i social e i canali telegram.
L’annuncio dell’apertura con la location pubblicato sulla pagina FB Forza Nuova Forlì Predappio il 24 giugno.

Villa Chiara fu la pensione della famiglia di Pino Romualdi, che fu vicesegretario del Partito fascista durante la Repubblica di Salò, poi tra i fondatori del gruppo terroristico FAR e del Movimento Sociale Italiano (la sua salma riposa nel cimitero di Predappio, vicino alla cripta Mussolini). Villa Chiara Romualdi da alcuni anni é stata acquistata da Domenico Morosini, il noto proprietario di Villa Carpena nelle prime campagne di Forlì (residenza della famiglia Mussolini trasformata in “casa dei ricordi”, ovvero un mausoleo dei nostalgici del fascismo). Morosini, che è tra gli organizzatori di svariati pranzi e mostre nostalgiche e che nel passato è stato anche tra i promotori dei raduni in camicia nera a Predappio, spiega: “Da oltre 30 anni sono amico di Roberto Fiore, fondatore del movimento, col quale avevo già condiviso in società a Predappio il negozio di gadget ‘Presidio’”.

Villa Chiara Rumualdi a Predappio; sull’edificio compare già affisso il logo di Forza Nuova.

Dopo la scissione delle sezioni romagnole e la conseguente nascita al convegno di Montecatini Terme della Rete dei Patrioti nel 2020, in Romagna Forza Nuova gode attualmente di pochissimo seguito, ma sembra che voglia provare a radicarsi di nuovo. Una prova sono le varie sedi che il partito neofascista ha aperto negli ultimi anni in alcune città italiane, e le solite ronde per la “sicurezza” e i soliti presidi sfruttando casi isolati di cronaca per farsi pubblicità (del resto Roberto Fiore é un politicante nato, alla ricerca costante di attenzione mediatica). Per restare in un territorio a noi vicino, a Ferrara l’anno scorso Forza Nuova ha chiuso una sede dopo appena un anno dall’inaugurazione. Auguriamo una rapida chiusura anche alla sede che aprirà in Romagna.

In una nota diffusa sul proprio canale telegram l’8 maggio Forza Nuova aveva annunciato che “dopo due incontri a Predappio e a Forlì il segretario nazionale Roberto Fiore ha assegnato la responsabilità pro tempore di Forza Nuova Romagna a Maurizio Colucci, che entrò nel movimento oltre vent’anni orsono. Con i camerati di Predappio e Forlì è stato stabilito che l’ultima settimana di luglio si svolgerà un importante evento in zona e già nei prossimi giorni si aprirà una sede. La riapertura in Romagna ha un particolare significato per Forza Nuova che mette nuovamente piede in una regione prima conquistata e poi persa”.

Maurizio Colucci

Il nome del quarantanovenne Maurizio Colucci non é certo nuovo, dato che figura tra i fondatori del raggruppamento politico “Quei Ragazzi Di Forlì” operante in città e provincia, alle cui iniziative collaborano spesso anche alcuni componenti di “Fortezza Identità e Tradizione”, movimento federato a Lealtà e Azione (sia “Quei Ragazzi Di Forlì” che “Fortezza Identità e Tradizione” vantano loro camerati all’interno dei B6, gruppo ultras legato al basket Forlì). I membri di “Quei Ragazzi Di Forlì” sembrano essere passati organicamente in Forza Nuova. Con la sigla “Quei Ragazzi Di Forlì” hanno più volte partecipato a iniziative commemorative di sapore nostalgico, per esempio per lo squadrista e gerarca Ettore Muti a Ravenna e per i repubblichini del Battaglione d’assalto di Forlì (da cui deriva la sigla B6, B per Battaglione e 6 per Forlì, perché la F é la sesta lettera dell’alfabeto), formazione collaborazionista che durante la seconda guerra mondiale operò sotto le direttive dell’esercito nazista che in Romagna si macchiò di svariati eccidi contro la popolazione. Queste commemorazioni, avvenute collaborando spesso e volentieri con le altre sigle della destra radicale del territorio (oltre a “Fortezza Identità e Tradizione”, anche Rete dei Patrioti e CasaPound) sono avvenute sia sulla Vena del Gesso romagnola che all’interno del cimitero di Predappio dove é seppellito uno di questi repubblichini, l’ardito Giuseppe Menghi.

Recentemente, a metà giugno, questi personaggi sono usciti allo scoperto ufficialmente come appartenenti a Forza Nuova per la loro prima uscita “promozionale”, andando davanti alla statua di Icaro di fronte al liceo classico Morgagni di Forlì e davanti al liceo classico Monti di Cesena facendosi una foto ricordo brandendo uno striscione con il simbolo dell’organizzazione e la dicitura “L’Italia agli italiani”, con riferimento diretto alla vicenda che ha interessato il liceo classico Vincenzo Monti di Cesena. Per chi non sapesse di cosa parliamo, al Monti alcuni studenti avevano esposto un lenzuolo con la medesima scritta alla finestra di un aula il 6 giugno scorso in occasione della festa di fine anno delle classi quinte nel cortile interno della scuola. Dopo l’affissione, davanti a centinaia di studenti, ci sarebbero stati anche cori ineggianti la X Mas, altra efferata formazione che collaborò con i nazisti in chiave anti-partigiana. Il lenzuolo è stato rimosso quasi subito dagli altri studenti presenti, che hanno preso le distanze dal gesto. La testimonianza dei presenti evidenzia che “chi lo ha esposto non ha mai nascosto le proprie posizioni razziste e fasciste all’interno della scuola. Durante l’anno scolastico si sono verificati episodi di inneggiamento al fascismo e comportamenti razzisti”.
Appendere alla finestra un lenzuolo con una frase esplicitamente e volutamente razzista, da tempo parte integrante degli slogan dell’estrema destra, ha valso a due maturandi – tra cui tal Enrico Fiumana che, intervistato, ha riferito di non riconoscersi in nessun partito istituzionale preferendo “le posizioni di altri movimenti identitari” – il 6 in condotta da parte del Consiglio di classe e quindi l’obbligo di preparare una tesina scritta riparatrice su temi di cittadinanza attiva, da consegnare prima dell’inizio dell’esame di maturità (come previsto dall’ultima riforma della scuola del ministro Valditara voluta dal governo Meloni).

Il lenzuolo L’Italia agli italiani al liceo Monti di Cesena e la “prima uscita” di Forza Nuova Forli-Predappio davanti ai licei classici di Forlì e di Cesena che ne riprende lo slogan.

I partiti e i movimenti di destra ed estrema destra hanno subito strumentalizzato la vicenda del liceo cesenate, protestando perché ritengono il 6 in condotta una misura sproporzionata e lo slogan razzista una legittima opinione politica “patriottica”, presentando interrogazioni parlamentari, in Regione Emilia-Romagna e al ministero dell’istruzione; il generale Roberto Vannacci ha portato un lenzuolo con la stessa scritta sul palco della convention di fondazione del suo partito Futuro Nazionale a Roma il 13-14 giugno con l’invito agli studenti di esporlo a settembre quando inizieranno le lezioni mentre anche il segretario della Lega Romagna, Jacopo Morrone, si è schierato dalla parte dei due studenti; i consiglieri di Fratelli d’Italia a Forlì, Paolo Farneti, Alfonso Cristian D’Aiello e il capogruppo Fabrizio Ragni, sono giunti perfino ad indossare magliette con sopra la scritta “L’Italia agli italiani” in consiglio comunale per ribadire la loro vicinanza ideale ai fascistelli di Cesena (stessa cosa é avvenuta a Riccione dove, da Fratelli d’Italia, Lega, Prima Riccione fino a Forza Italia, i consiglieri di opposizione si sono presentati in Consiglio con le medesime maglie); tramite note stampa é arrivata anche la solidarietà degli esponenti cesenati di Fratelli d’Italia, da parte del consigliere comunale Nicholas Pellegrini (coordinatore di Gioventù Nazionale Forlì-Cesena) che ha svolto anche un flash-mob insieme ad un gruppo di militanti di Gioventù Nazionale e Azione Studentesca sventolando bandiere tricolori davanti al liceo ed anche da parte della parlamentare Alice Buonguerrieri, protagonista dell’interrogazione al ministro, nonché l’esplicita vicinanza di Difendi Cesena, espressione della sezione locale di CasaPound, trasmessa attraverso un post su Facebook, mentre Blocco Studentesco (spezzone giovanile di CasaPound) ha affisso uno striscione su un cavalcavia. Tra le varie iniziative a sostegno degli studenti di destra va segnalato anche un presidio a Cesena la mattina di sabato 20 giugno che, tra richiami patriottici e l’nno di Mameli cantato dai presenti, esponeva di nuovo il lenzuolo “italia agli italiani” proprio nella piazzetta antistante il liceo classico Monti. Questo presidio, presentato come organizzato da alcuni genitori e studenti, é stato partecipato da esponenti della destra ed estrema destra locale, dal vicepresidente del quartiere Borello Luca Valzania di Fratelli d’Italia così come dal politicante Francesco Giubilei, fondatore di Nazione Futura, e dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Marco Casali e Andrea Imperato. Lo stesso ministro dell’istruzione Valditara ha annunciato infine minacciosamente una visita ispettiva al liceo di Cesena contro la sanzione ai due maturandi.

Il flash-mob di Azione Studentesca e Gioventù Nazionale davanti al classico di Cesena a sostegno degli studenti di destra.
Lo striscione di Blocco Studentesco sul cavalcavia vicino all’ipercoop Lungo Savio a Cesena in riferimento ai fatti del liceo Monti.
Foto ricordo del presidio del 20 giugno davanti al Monti lanciato come genitori e studenti ma in realtà organizzato dai partiti dalla destra locale.
Un altro dei momenti del presidio del 20 giugno; in fondo alcuni neofascisti del territorio.

Dato il polverone mediatico sulla vicenda e la strumentalizzazione messa all’opera dalle formazioni di destra ed estrema destra, anche Forza Nuova ha voluto dunque dare segni di vita e a margine della foto con lo striscione razzista davanti al liceo Morgagni di Forlì, il responsabile “pro tempore” Maurizio Colucci ha diffuso una nota stampa laconica e sinceramente patetica, come sempre prontamente pubblicata come pubblicità gratuita dai generosi media locali: “A Cesena servono Forza Nuova e Lotta Studentesca per rimuovere la cappa di ottuso marxismo che domina la città”.

All’inaugurazione della sede di Forza Nuova il 28 giugno a Predappio è annunciata, come abbiamo già scritto all’inizio, la presenza del segretario nazionale Roberto Fiore che ha annunciato “una serie di eclatanti azioni” in provincia, dopo la recente provocazione del 25 aprile scorso quando il movimento neofascista aveva lanciato il convegno “la fine dell’antifascismo” previsto prima a Predappio in un locale dell’ex fabbrica Caproni, sempre nelle disponibilità di Domenico Morosini, e poi svolto invece nel circolo ACLI di Rocca delle Caminate (Meldola, FC).

Il 16 giugno è stata anche aperta la pagina Facebook “Forza Nuova Forlì Predappio”.

La pagina Fb di Forza Nuova Forlì Predappio.