Le destre e i gruppi fascisti come Forza Nuova stanno strumentalizzando in modo ignobile una vicenda finita nella cronaca nera locale, quella di Nicola Musiani, un 54enne di Pinarella di Cervia (RA), morto dopo un pestaggio avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 luglio in un parcheggio di viale Tritone, luogo dove la vittima viveva da tempo all’interno di un camper.
Arrestati come autori dell’aggressione quattro giovani reduci da una serata in discoteca e residenti nel forlivese, tra i 19 e i 23 anni (un altro minorenne di appena 16 anni è attenzionato dalla Procura dei minori di Bologna). Ma dato che tre di loro hanno origini marocchine, subito si é scatenata la consueta gazzarra delle destre con chiamata in causa delle “ragioni culturali e etniche” che – secondo la mentalità razzista – farebbero di ogni cittadino di seconda generazione un potenziale omicida. Curioso come invece il pestaggio a suon di pugni, sassi e bottigliate, a detta dei testimoni, sia iniziato al grido di “Tossico!” lanciato a mò di offesa dal gruppo contro Nicola Musiani, il che semmai rende l’aggressione affine a quelle solitamente compiute dai gruppi neofascisti. La realtà é che l’ignoranza non ha nazione, ma é purtoppo ben diffusa in ogni Paese e in ogni strato della popolazione. E questa ignoranza le destre e i fascisti l’hanno deliberatamente coltivata per anni ovunque hanno potuto. Probabilmente se i fascisti avessero incontrato Musiani lo avrebbero insultato e pestato a loro volta considerandolo un barbone, le destre avrebbero spiattellato sui giornali la notizia del suo camper parcheggiato per vendere il proprio partito come il più impegnato sul fronte della “lotta al degrado”, ed invece ora per opportunismo politico ne prendono le difese una volta morto.
Ovviamente non poteva farsi sfuggire un’occasione simile Forza Nuova, partito neofascista che di recente ha aperto una sede in Romagna, a Predappio, col desiderio di rilanciarsi: “questa terra è oggi contrassegnata dal problema dell’arroganza degli immigrati, anche se di seconda generazione, responsabili di questo tragico omicidio” ha scritto Maurizio Colucci, responsabile romagnolo di Forza Nuova, in un post diffuso dalla pagina Facebook di Forza Nuova Forlì-Predappio, chiarendo che per i fascisti i residenti con genitori non italiani, anche quando nati in Italia, restano comunque e sempre “immigrati”. “E’ il popolo che deve scendere in piazza – aveva già scritto in una nota il movimento di estrema destra per fare pubblicità al loro presidio – sono le donne, gli anziani, i giovanissimi che devono tracciare, assieme a FN, una linea sul selciato oltre la quale l’arroganza extracomunitaria non può andare”. Così i fascisti si sono presentati, belli fiduciosi, martedì 11 agosto attorno alle 18.00 in piazza Garibaldi a Cervia, nella zona di Pinarella, per strumentalizzare la vicenda e avere visibilità.

Putroppo per loro non c’era il popolo, né donne né anziani né giovani. C’erano soltanto 8 fascisti, otto, con uno striscione con impressa la frase “L’immigrazione uccide” e i reparti di polizia a garantire questa indegna manifestazione razzista. C’era invece qualche cervese e qualche antifascista che, per tutto il tempo che i fascisti sono restati in piazza (a dir il vero molto poco), per il disgusto provato, li ha sonoramente contestati sovrastando con urla e scherni verbali il loro ridicolo megafonino, e ricevendo anche il sostegno dei passanti infastiditi dalla presenza forzanovista.
Per quanto riguarda gli interventi dei fasci, dire che questi sono stati patetici sarebbe fagli un complimento. Qui c’è un video, tanto per farsi una idea sulla totale incapacità e sulla banalità degli slogan (non poteva mancare il ritrito coro razzista “L’Italia agli italiani!”).
Netta è stata anche la presa di distanza della famiglia Musiani attraverso una nota stampa diffusa dal padre: “Usano il nome di mio figlio per uso politico – ha spiegato Giorgio Musiani – Sono dei fascisti che hanno idee all’opposto delle mie e che mettono in mezzo il nome di Nicola per scopi loro. Io non sarò presente, ma a me nessuno ha neanche chiesto se fossi d’accordo con questa manifestazione”.
L’affluenza inesistente, le contestazioni e la figura meschina hanno consigliato ai fascisti una rapida ritirata strategica dalla piazza, presentata il giorno dopo su Facebook come “una passeggiata della sicurezza, ripercorrendo le vie del centro fino al punto in cui Nicola Musiani è stato aggredito ed ucciso”.
Insomma, pochissima visibilità, numeri ridicoli e contestazioni meritatissime per un altro buco nell’acqua da parte di Forza Nuova. Cervia e la Romagna non vi vuole!
Dopo questa ennesima figura meschina, fascisti un consiglio: tornate nelle fogne!
