Oggi a Cesena alle 18.30, in concomitanza di un altro presidio che si terrà sotto il carcere di Forlì per l’arresto di Pietro (compagno anarchico romagnolo arrestato nell’ambito dell’operazione antianarchica del 16 giugno) i cavalieri della remigrazione e riconquista hanno annunciato (poche ore prima) che saranno presenti in Piazzetta Marietta Alboni.
A firmare la locandina c’è lo stemma di “DIFENDI CESENA”, sigla sotto la quale si nascondono i fascisti di CasaPound, sotto al titolo “SANGUE, INSICUREZZA, DEGRADO: REMIGRAZIONE UNICA SOLUZIONE”.
La pubblicità dei fascisti per l’iniziativa del 19 giugno.
Il sangue è quello che vogliono i fascisti: ormai assuefatti dalle notizie delle morti dei migranti in mare, d’ora in poi saranno i cpr nelle nostre città e quelli “esternalizzati” dall’Europa nei Paesi terzi (attraverso il “Patto per la migrazione e asilo” approvato dall’UE, e cioè la remigrazione istituzionalizzata) a soddisfare la crescente sete di sangue e di violenza dei nostri vampiri remigratori.
In una città, Cesena, dove é recente notizia l’esposizione dello striscione “Italia agli Italiani” al Liceo Monti, non c’è stato spazio per chiedersi come sia possibile che la criminalizzazione di idee libertarie e antifasciste porti dentro le scuole un clima di razzismo così inconsapevole. Parliamo piuttosto del perché l’educazione sessuo-affettiva, nonostante sia legalmente rilegata a materie scientifiche, venga sistematicamente negata ax ragazzx anche dove è presente la voglia di educarsi all’autodeterminazione.
Questa retorica razzista ed islamofobica è sempre più ridicola. Mentre le scuole e le strade sono sempre più militarizzate, con l’obiettivo di reprimere e allontanare le persone che le vivono per lasciare spazio alle logiche di guerra, i militanti di realtà di estrema destra continuano impuniti a prendersi spazio e a rendersi protagonisti di aggressioni come le due avvenute lo scorso anno in città, a conferma delle loro teorie xenofobe.
Noi non accettiamo che le strade che attraversiamo restino inermi e indifferenti a questo scempio, la fragilità dei nostri giorni e la rabbia sociale non può essere incanalata in un delirio fascista!