[Ravenna] Nasce la Rete Diritto alla casa.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato che ci perviene da parte dell’Assemblea della Rete per il Diritto alla casa, nato in occasione dell’Assemblea Antifascista ai giardini Speyer il 30
luglio scorso. 

Comunicato Rete Diritto alla casa – Ravenna Antifascista. 

Le chiamate “operazioni antidegrado” ma queste sono operazioni razziste!

In questo periodo a Ravenna si sta concretizzando sempre di più il clima di odio razziale cresciuto in questi anni.

Due settimane fa durante l’assemblea antifascista è nata la Rete Diritto alla casa – Ravenna Antifascista, un insieme di collettivi di Ravenna che hanno volontà di aiutare e dare una mano lì dove le istituzioni rimangono in silenzio, in quanto sentiamo profondamente l’urgenza di reagire davanti alla grave emergenza abitativa e davanti al concretizzarsi sempre di più del clima di odio razziale cresciuto in questi anni a Ravenna.

Soprattutto nelle ultime settimane questi episodi razzisti si sono intensificati e abbiamo avuto prove tangibili.

Partendo da 3 settimane fa, quando si è organizzato un raduno fascista in cui si sono contate oltre 200 persone nel quale sono stati utilizzati linguaggi e retoriche violente, tra cui l’invito a svolgere ronde squadriste per la nostra città, giustifificate esclusivamente da un episodio singolare accaduto qualche giorno prima. Per di più, questo è stato un raduno non autorizzato, che nonostante questo non ha subito nessun intoppo o interruzione.
Le uniche persone che hanno contestato la ronda fascista, sono state minacciate di morte, insultate e aggredite verbalmente, davanti alle forze dell’ordine, che non hanno proceduto nemmeno ad indentificare i soggetti violenti.

Inoltre, nell’arco della settimana scorsa, sono state sgomberate delle persone in via Tommaso Gulli e nell’ex area Pop up in Darsena, dove sono state denunciate 9 persone tutte regolari sul territorio nazionale per “invasione di terreni e edifici”, colpevoli solo di aver cercato un riparo per la notte in un’area abbandonata.

Sempre nella scorsa settimana, sono state distrutte dalle forze dell’ordine le tende di persone in difficoltà che avevano trovato riparo nell’area verde – rasa al suolo causando anche un danno ambientale – del retro del centro sociale Spartaco, quelle tende erano la loro unica casa.

Come se non bastasse, qualche giorno fa siamo venuti a conoscenza di una petizione in corso da parte della destra per militarizzare la città per metterla più in “sicurezza”.

Vediamo che la nostra città è brava ad agire subito se si tratta di sgomberi, ditte con fabbri subito pronti per sfratti giudiziari in meno di un’ora dalla chiamata, di chiamare l’esercito nella nostra città, tutto in nome di una ‘sicurezza’ tanto acclamata dal nostro Ministero fascista che in realtà non è altro che stato di polizia e oppressione.

Noi invece sappiamo bene che la sicurezza di cui questa città ha bisogno è fatta di tetto sulla testa, case e posti letto per chi ne ha bisogno e non sgomberi arbitrari, di solidarietà e non di ronde fasciste, di Stato sociale e non di forze armate!

Infatti, il tanto spaventoso degrado  di cui parlano giornalisti e politici della nostra città non nasce qualche settimana fa per colpa di qualche tenda, ma è da anni causato da gestioni brutali e non curanti delle comunità da parte delle stesse istituzioni.

Solo l’anno scorso si sono contati più di 400 sfratti a Ravenna, e ad oggi si contano 240 appartamenti sfitti, che il Comune ritiene potranno essere riabitati  fra 5 o 6 anni. Nel frattempo dove abiteranno le persone senza una casa?

La situazione odierna è critica, infatti siamo a conoscenza di situazioni in cui ci sono famiglie di 8 persone in case date dall’Acer con sole 2 stanze.
Le stesse case di Acer che presentano muffa e gas non funzionante.
Ci sono famiglie che aspettano da mesi un intervento a cui non viene data risposta per mettere in sicurezza problemi del genere.
Ci sono numerosi privati che non danno case in affitto a persone totalmente in regola perché hanno un nome o cognome straniero, e poi ci meravigliamo se le persone si devono arrangiare a dormire da amici, parenti o in una tenda per trovare un po di riparo e tranquillità!

Vengono usati impropriamente nei confronti di queste persone termini come “bivaccare” e “degrado”, quando si tratta di marginalità sociale e mancanza di luoghi sicuri dove poter abitare. Il “bivacco” allude al fatto che queste persone abbiano scelto volontariamente di “campeggiare”, ma sappiamo bene che in realtà termini del genere sono un modo per disumanizzare e nascondere la drammatica realtà di persone in stato di bisogno che vengono sistematicamente abbandonate dalle istituzioni.

Tutto ciò mentre il Comune di Ravenna vanta l’attivazione di sportelli per l’immigrazione, progetti SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione), accordi con Consorzi e Cooperative cosiddette “sociali”, ma che in questi episodi altamente gravi non ha speso una sola parola sul tema, anzi continua ad agire con sgomberi e denunce.

E perciò ci chiediamo:
Dove sono finiti i servizi di accoglienza?
Perché le persone sono costrette a dormire per strada o in edifici abbandonati?
Perché le istituzioni rimangono in silenzio davanti a gravi episodi fascisti?
In che modo le istituzioni, nazionali e locali, garantiscono la sicurezza economica e abitativa di tutte le persone?
Perché le istituzioni non si relazionano ai privati “palazzinari” e ai crescenti Airbnb che gentrificano la nostra città, aumentano i prezzi e le garanzie richieste dai locatari per una misera stanza in affitto?

Siamo stanch3 di continue false speranze e dell’insicurezza che le istituzioni, anche tramite la violenza delle forze dell’ordine, portano nella nostra città, al posto della tanto famigerata “sicurezza” di cui la destra si riempie la bocca.

Non accetteremo che si continui a voltare le spalle a chi ha più bisogno e non accetteremo che il diritto alla casa diventi un privilegio!

Vogliamo una Ravenna davvero accogliente, ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA che metta fine alla criminalizzazione della povertà, potenziamento immediato dei servizi di accoglienza, che abbia un piano abitativo di emergenza per garantire dignità a chi si trova in condizioni di fragilità.

I nostri contatti:
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Scriveteci per email all’indirizzo: casadirittoantifa@canaglie.org

L’assemblea della Rete Diritto alla casa – Ravenna Antifascista